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La storia dello Champagne

La nascita dello Champagne ha origini antichissime. Si pensa infatti che già fra il 1660 ed il 1685, durante la Merry Olde England, sotto il regno di Carlo II, l’aristocrazia inglese apprezzava e degustava molto il vino frizzante.

Dalla sua scoperta all'affermazione mondiale

La scoperta dello Champagne viene però attribuita al coevo abate Dom Perignon, procuratore e tesoriere dell’abbazia di Hautvillers che intorno al 1670 in Francia studiò il fenomeno delle bollicine, dapprima per una loro eliminazione/limitazione, e poi, sulla scorta del successo presso l’aristocrazia inglese, per un loro studio e valorizzazione. Il suo maggiore contributo non sembra essere stato sul fronte delle bollicine, quanto sull’invenzione del metodo della cuveé, ovvero delle regole per basse rese in vigneto ed un miglioramento della vinificazione in bianco di uve rosse.
Dom Perignon fu ideatore anche di alcune regole auree che nei secoli vennero tramandate:

  1. Usare solo pinot noir: i vigneti della regione contenevano anche pinot meunier, pinot gris (o fromenteau) pint blanc (o morillon) chasselas e forse chardonnay. Dom Perignon era contrario all’uva bianca perché incoraggia una tendenza latente del vino a rifermentare.
  2. Potare a fondo le viti in modo che non superino mai il metro di altezza e producano poca uva
  3. Vendemmiare con precauzione, in modo che gli acini restino freddi, intatti, attaccati ai raspi
  4. Non pigiare l’uva con i piedi e non permettere nessuna macerazione delle vinacce nel mosto

Nel 1728 il Re Luigi XV riconobbe l’importanza industriale dello champagne ed emise un decreto che attribuiva alla città di Reims il permesso esclusivo di commerciale bottiglie di questo vino. La prima casa di Champagne fu la Ruinart di Reims, fondata nel 1729, mentre Claude Moet fondò ad Epernay la sua casa nel 1743.

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